"Tuttavia non credo che questo orribile silenzio della nostra epoca durerà a lungo, sebbene ritenga che al momento aumenterà. Che farsa la moderna larghezza di vedute! Nella moderna civiltà, libertà di parola significa in pratica che si può parlare solo di cose senza importanza. Non dobbiamo parlare di religione, perché è illiberale; non dobbiamo parlare di pane e formaggio, perché vuol dire parlare di negozi; non dobbiamo parlare della morte, perché è deprimente; non dobbiamo parlare della nascita, perché è indelicato. Non può durare. Qualcosa sopravvenga a infrangere questa strana indifferenza, questo strano egoismo sognante, questa strana solitudine di una folla di milioni di persone. Qualcosa deve interrompere tutto ciò. Perché non voi ed io?" Il Napoleone di Notting Hill di G.K.Chesterton

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giovedì 7 maggio 2015

Consiglio Comunale dell'8 maggio 2015

Appuntamento l'8 maggio ore 20.30 al San Michele per l'approvazione del Rendiconto Economico anno 2014

martedì 29 luglio 2014

La nuova Tassa Rifiuti: la TARI

Eletto Presidente della Commissione Bilancio e Finanza. Indicazioni sulla nuova tassa rifuti
La Prealpina del 26 luglio 2014
Ringrazio la maggioranza consiliare che ha voluto affidarmi anche il ruolo di Presidente della Commissione Consiliare Permanente Bilancio e Finanza Locale. Si tratta di un organo consiliare che prepara i lavori del consiglio stesso, analizzando (dal punto di vista tecnico) e discutendo preventivamente tutte le questioni di carattere economico-finanziario. Ciò mi permetterà di collaborare a sempre più stretto contatto con l'Assessorato al Bilancio guidato da Piergiulio Gelosa.
Per quanto riguarda la TARI (ossia la nuova tassa rifiuti) abbiamo tentato di equilibrare il carico fiscale tra famiglie e attività produttive, tentando di non svantaggiare troppo nessuno. è inutile nasconderlo questa nuova tassa (per sua stessa natura) porterà ad alcuni aumenti. Il concetto, per molti versi apprezzabile, su cui si basa la tassa è "chi inquina paga". Per le attività produttive si pagherà in base ad alcune categorie predefinite che tengono conto della produzione di rifiuti. Per le famiglia una piccola quota in base ai mq dell'abitazione e una più ampia quota a secondo degli abitanti. L'impostazione politica che abbiamo voluto dare è stata quella di agevolare il più possibile le famiglie più numerose e i piccoli commercianti, tentando di minimizzare l'aumento impositivo previsto a loro carico.

Ricordo infine le scadenze
  • 1° rata 30 settembre 2014
  • 2° rata 30 novembre 2014
  • 3° rata 28 febbraio 2015
Le famiglie e le imprese riceveranno a casa per tempo il bollettino per il pagamento. 

giovedì 1 maggio 2014

Spending Review i risultati

I risultati della Spending Review hanno permesso di risparmiare e insieme capire come vengono spesi i nostri soldi. Questo sarà una preziosa base per il lavoro futuro.


Con la fine del mandato amministrativo volge al termine anche il mio incarico di Consigliere Delegato alla Spending Review. Si è trattato di un lavoro complesso che mi ha visto impegnato a revisionare oltre 9 milioni di spesa pubblica locale. Esso non era propriamente incarico di Governo, ma incarico di consulenza e supporto strategico all'operato della Giunta Comunale. Il mio lavoro si è concretizzato in analisi e formulazioni di parare e consigli da poi sottoporre al Sig. Sindaco (o agli Assessori competenti) per l'implementazione. I risparmi diretti ottenuti sono quantificabili in oltre 100 mila € che vanno ad unirsi ad una serie di risparmi indiretti non quantificabili con esattezza. Ciò ha permesso di raggiungere un risparmio complessivo di circa 600 mila per la fine del mandato. Ho poi formulato una serie di consigli, utili a continuare nel rilancio dell'azione amministrativa, che spero possano essere la base per il lavoro della futura  Amministrazione Comunale:
Obiettivi per il futuro:
  • Maggiore chiarezza su come vengono spesi i nostri soldi
  • Revisione della macchina pubblica, a livello organizzativo e di servizi
  • Interventi di carattere strutturale sulla spesa (energia, organico, debito)
  • Attenzione a non deprimere gli investimenti o le spese strategiche (scuola, cultura, sport, sociale)
  • Creazione di un comitato permanente per il controllo della spesa pubblica, aperto anche a professionisti.
Ho raccolto i documenti disponibili in un'apposita sezione. La concomitanza elettorale e la delicatezza di alcuni dati mi hanno spinto, dietro consiglio di altri tecnici, a non fornire alla libera consultazione tutti i documenti, ma solo alcuni di essi. Questo non perché vi sia qualcosa da nascondere, ma perché alcuni dati se male interpretati o interpretati senza il necessario coordinamento potrebbero forviare il grande pubblico e creare inutili polemiche. Chi desiderasse visionare documenti o ricevere spiegazioni puntali può liberamente contattarmi. Dopo il periodo elettorale renderò disponibile la gran parte del materiale.

lunedì 16 dicembre 2013

AVVISO IMPORTANTE su TARSU ed IMU

Mi scuso a nome dell'Amministrazione per i ritardi nella consegna degli F24 per la maggiorazione TARSU. Invito comunque alla calma, tutte le info qui sotto.
Foto di Luca Perencin
C’è in giro un po’ di confusione su questi argomenti e viste le numerose domande ricevute do qui alcune indicazioni generali:
1)il nostro Comune ha scelto di non applicare la TARES (ritenuta iniqua) ma di tornare alla TARSU. Si pagherà circa lo stesso importo dell’anno scorso.
2)La scadenza della terza rata della TARSU sarà il 28 febbraio e arriverà a casa l’F24 da pagare.
3)In questi giorni vi arriverà a casa la MAGGIORE TARSU si tratta di una maggioranza imposta dallo Stato (e che va a quest’ultimo) di 0,30 € al metro quadro (il riferimento sui metri quadri lo trovate anche nella comunicazione della TARSU di luglio). La scadenza è il 16 dicembre (oggi). Non vi spaventate se non vi è ancora arrivata la comunicazione, è abbastanza normale, tutti i Comuni sono nel caos (Milano, Busto, Somma…solo per fare alcuni esempi) visto il gran casino fatto dallo Stato in materia. Quando vi arriverà l’F24 (che non va assolutamente tagliato!) recatevi subito a pagarlo. Ovviamente esistono sanzioni per il ritardo nei pagamenti, ma ad applicarle dovrebbe essere il Comune (lo Stato ci fa fare da esattori…), ma visto il caos credo non sarà troppo pignolo ;) Ad avviso di chi scrive poi ricorre anche un’oggettiva incertezza sugli adempimenti per questo tributo, quindi a norma dell’art. 10 dello Statuto dei Diritti del Contribuente (legge 212 del 2000) le sanzioni non possono essere irrogate.
4)Il nostro Comune ha mantenuto l’aliquota IMU di base sulla prima casa del 4 per mille. In virtù dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa non si dovranno versare integrazioni.
Mi scuso a nome dell’Amministrazione Comunale con la popolazione per i fastidi arrecati dalla maggiorazione della TARSU e per il fatto di vedersela recapitare in scadenza o già scaduta. Il chiarimento dello Stato (che ci usa come esattori) in materia di pagamento è arrivato circa due settimane fa e il preparare tutti gli avvisi non è stato facile. Abbiamo però preferito avvisare tutti i cittadini anche magari se in ritardo per evitare errori più gravi. Come credo dovrebbe fare chiunque invito i cittadini a restare tranquilli e a pagare la maggiorazione appena riceveranno l’F24, senza preoccuparsi se ciò avviene con qualche giorno di ritardo. Insieme agli uffici comunali resto a personale disposizione di chiunque abbia bisogno di chiarimenti.

Integrazione del 17/12 per i polemici e tutte le altre persone che ne abbiano bisogno:
Con questo mio intervento non voglio scusare i disagi e le mancanze e proprio per questo ho fatto le mie scuse in forma pubblica. Non so dovevo farle io, comunque mi sembrava giusto farle Dopo aver passato alcuni giorni a spiegare la vicenda ai miei vicini, amici o conoscenti ho ritenuto utile pubblicare un avviso online così da raggiungere più persone possibili. Un avviso scritto a mio nome e sotto la mia responsabilità. Non credo infatti che un Ente pubblico (pubblicandolo sul proprio portale web) possa dire (banalizzo) “non pagate le tasse alla scadenza”, io suggerivo che vista la confusione generale anche dove in buona fede si pagasse con qualche giorno di ritardo dovuto al mancato recapito degli F24 non sarebbe crollato il mondo. Il buon senso aiuta a risolvere molte cose. Ognuno poi è liberissimo di leggere in questo quello che vuole.

mercoledì 4 dicembre 2013

Ben Tornata TARSU

Il ritorno alla Tarsu lascerà il carico fiscale invariato, scongiurando così gli aumenti a carico di famiglie e imprese.
Con una riapprovazione dell'intero bilancio comunale fatta in tempi da record (sia rispetto alla preparazione che alla votazione) a Lonate Pozzolo è tornata la TARSU. Abbiamo dunque scongiurato l'avvento della tanto temuta TARES di cui avevo parlato anche qui. Si tratta di un’ottima notizia, la TARES si presentava infatti come squilibrata ed iniqua, prospettando anche al raddoppio del carico fiscale in capo alle attività produttive.
La maggioranza può giustamente esprimere la sua soddisfazione per questo gradito ritorno. Il riapprovare in fretta e furia il bilancio, tra moltissime incertezze normative, è stato un gesto coraggioso, che molti altri Comuni ci invidiano. Il ritorno della TARSU permetterà di mantenere il carico fiscale invariato rispetto all'anno precedente, un grande sollievo per imprese e famiglie vista la difficile situazione attuale.
Questo ovviamente non chiude la questione della gestione dei rifiuti che rimane un argomento di primaria importanza sia a livello economico che sociale.

sabato 12 ottobre 2013

TARES: tecnicamente perfetta, politicamente disastrosa

La nuova tassa sui rifiuti si appresta a dissanguare le imprese, addirittura con raddoppi dell’imposizione
Per quest’anno, e si badi bene solo per quest’anno  perché già dall’anno prossimo si parlerà di service tax, è in arrivo la TARES. Si tratta della nuova tassa rifiuti ideata dal Governo Monti (decreto n. 201/11) in sostituzione della vecchia TARSU (la TIA è oramai data definitivamente per dispersa).
Come si calcola (in breve)?
Il procedimento di calcolo è abbastanza raffinato e grossomodo si compone di questi passaggi. Innanzitutto vengono identificati i costi da coprire per il servizio di smaltimento rifiuti (fissi, comuni, variabili…). Vengono poi presi dei parametri generali che identificano quanti rifiuti produce un determinato Comune. Questi parametri cambiano a seconda che il Comune abbia una popolazione inferiore o superiore ai 5000 abitanti e che si trovi al nord, al Sud o al Centro Italia. Identificata la mole di rifiuti prodotti complessivamente si identificano quanti di questi rifiuti sono prodotti dalle realtà produttive. Esistono infatti 30 classi (un po’ troppo eterogenee) che presentano parametri (minimi e massimi) di produzione di rifiuti per metro quadrato. Stimati quanti rifiuti producono complessivamente le attività produttive si determinano per differenza (rispetto al totale già stimato) i rifiuti prodotti dai privati. Il costo da coprire (e dunque il relativo carico fiscale) è ripartito in base ai rifiuti prodotti (il principio a cui si ispira la tassa è “chi inquina paga”). Dunque:
  • Per le attività produttive si terrà conto dei metri quadri di attività e dei relativi parametri  di produzione rifiuti per metro quadro.
  • Per i privati il carico sarà ripartito in due quote. Una riferita ai metri quadri dell’abitazione e una in base al numero di componenti del nucleo familiare.
Cosa poteva fare il Comune?
Al Comune è stata lasciata una piccola autonomia. Ossia era possibile scegliere, entro un minimo e un massimo fissati per legge, il parametro da applicare alle realtà produttive. Similmente si poteva scegliere, sempre entro un minimo e un massimo fissati per legge, la quota dei privati rispetto ai componenti del nucleo familiare.
Cosa è stato fatto?
La proposta elaborata dalla nostra Amministrazione ci è parsa abbastanza equilibrata. Da una parte abbiamo fissato dei parametri intermedi per le attività produttive (circa il 45 % del parametro massimo applicabile, ad eccezione delle Banche e dei Motel a cui abbiamo applicato il massimo), dall’altra abbiamo privilegiato le famiglie più numerose. In tutto questo non abbiamo potuto tenere conto del reddito o altre valutazione di tipo politico-sociale, essendo la TARES saldamente ancora ai parametri fissati per legge.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il Patto di Stabilità Interno: l'oscuro burattinaio

Torniamo ad occuparci di finanza locale e della presenza di un burattinaio che nell'ombra muove i fili delle amministrazioni locali (leggi la versione ridotta)
Come già annunciato nello scorso articolo abbiamo superato la parte più noiosa della trattazione ed ora ci attendono tempi decisamente migliori. Se da una parte è abbastanza chiaro a tutti dove lo Stato prenda i suoi fondi (dai cittadini, con sistemi d’imposizione più o meno sofisticati), molto più oscuro è capire come e dove questi soldi vengano poi spesi. Qui si apre una discussione abbastanza interessante sui compiti dello Stato (o in generale dell’Amministrazione Pubblica). Uno dei padri del pensiero economico A.Smith (nel 1776) sosteneva che lo Stato doveva occuparsi di 3 funzioni principali: sicurezza interna (polizia) ed esterna (esercito), amministrazione della Giustizia e tutte quelle opere e quelle istituzioni pubbliche che l’iniziativa dei privati da sola non riesca a realizzare. A questi compiti “minimali”, nel corso degli ultimi due secoli, se ne sono aggiunti molti altri: istruzione, sanità, assistenza e previdenza sociale, tutela ambientale, promozione e sviluppo economico… va da sé che maggiori sono i compiti che vengono affidati allo Stato, quindi maggiore è il suo intervento, maggiori saranno anche le spese e conseguentemente il prelievo fiscale.
Un altro concetto basilare che credo di dover segnalare (e tornerà utile più avanti) è una distinzione più di taglio “aziendale” tra spese di struttura e spese politiche, questo riguarda trasversalmente le categorie elencate la scorsa volta.
Le prime sono quelle spese in gran parte fisse o semifisse che derivano dall’assetto che viene dato, in questo caso, alla macchina pubblica. Esse non si modificano in fretta o facilmente. Le seconde derivano invece da scelte precise fatte da un’amministrazione e riguardano appunto la politica, quindi la gestione effettiva in un orizzonte di tempo medio. Facciamo qualche esempio per chiarire. Una spesa di struttura è data dal personale , una volta assunti io devo pagare i miei dipendenti, anche nel caso non lavorino. Oppure il riscaldamento, è vero che qui  potrei regolare la temperatura o usare altri piccoli accorgimenti, è anche vero però che se io ho un certo numero di stanze da scaldare ed un certa efficienza dell’impianto, a meno di interventi radicali di ristrutturazione o scelte di lasciare al freddo alcune stanze, la mia spesa sarà abbastanza fissa. Diversamente le spese politiche dipendono da tutte le scelte che noi compiamo: la formazione (lo studio ad esempio), il fare o meno una campagna di prevenzione o incentivo, il favorire la cultura, l’istruzione, lo sport, l’assistenza o il contributo dato alle nostre associazioni.

sabato 22 dicembre 2012

Una sfida alla portata di tutti: capire il bilancio pubblico

Questa è la versione estesa e più dettagliata del mio articolo apparso sul Lonatese del dicembre 2012 (leggi la versione ridotta)
In questi miei articoli vorrei però tentare di dare anche un quadro chiaro e semplice di quelle che sono le questioni economiche e le dinamiche legate al bilancio pubblico locale. Lo farò utilizzando molte semplificazioni ed evitando i tecnicismi, in modo da rendere accessibili a tutti questi argomenti.
Purtroppo non si può raccontare tutto in un articolo solo, spezzerò dunque la trattazione in 3 articoli così da non annoiare nessuno. Per primo spiegherò come si compone un bilancio pubblico, tratterò poi dei vincoli derivanti dal Patto di Stabilità Interno per poi fare una riflessione specifica su alcune tematiche legate alla spesa pubblica.
Iniziamo con il dire che un bilancio pubblico non è molto diverso da quello di una famiglia (e forse così andrebbe gestito). Da una parte abbiamo infatti gli stipendi o le pensioni che sono le entrate correnti o normali e dall’altro abbiamo le spese correnti ossia il carrello della spesa, le bollette, la benzina ecc…. Abbiamo poi anche delle Entrate non correnti o Straordinarie ossia la vendita di un immobile oppure la contrazione di un Mutuo per l’acquisto di una casa o di un finanziamento per un’auto. Dal lato delle spese straordinarie specularmente troviamo dunque l’acquisto di una casa, un’auto oppure anche il cambio della caldaia o altre spese simili.
Il Bilancio Pubblico ha 3 grandi voci di Entrate Correnti (che si possono paragonare agli stipendi delle famiglie) e sono: le Imposte, i trasferimenti da parte dello Stato e le Tasse (queste ultime classificate insieme ad alcune entrate che potremmo definire “varie”). Nella prima (denominata Titolo I) trovano spazio l’IMU, la Tarsu (tassa rifiuti), addizionale Irpef ed una marea di altre piccole imposte (pubblicità, occupazione suolo pubblico...). Nella seconda (Titolo II) vi sono i soldi che lo Stato Centrale dà agli Enti Locali per il loro funzionamento. La terza voce (titolo III) è la più variegata, vi sono le Tasse ossia quelle Entrate a fronte di servizi specifici resi ad un parte della popolazione (es. il buono mensa pagato dalle famiglie), i canoni di affitto o di concessione e molte altre voci minori. Vi sono poi 2 voci di Entrate non correnti. Sono l’accensione di Mutui (Titolo V) e le Entrate da alienazioni od Oneri (Titolo IV). In questa voce oltre alle vendite di immobili dell’Ente trovano posto gli Oneri di Urbanizzazione ossia quei soldi che si pagano in fase di costruzione o a seguito di licenze edilizie e che dovrebbero servire a garantire i servizi strutturali alla nuova area edificata.
Il lato della Spesa è molto più semplice perché troviamo una grande voce (titolo I) che riassume tutte le Spese Correnti ossia le spese di funzionamento della macchina pubblica (personale, le utenze energetiche, il mantenimento dei mezzi, funzionamento uffici) e tutte le Spese più “politiche” ossia quelle legate al Sociale, alle Scuole, agli Asili, illuminazione pubblica….
Le Spese non correnti sono invece le Spese in C/Capitale (Titolo II) ossia la costruzione di
immobili, il rifacimento di strade, piazze, fognature…. Accanto a queste troviamo poi la Spesa per il rimborso dei Mutui. È una precisazione tecnica, ma bisogna farla: nel rimborso dei mutui si imputa solo la spesa per la quota capitale (ossia il rimborso della somma avuta in prestito), gli interessi su detta somma sono invece ricompresi nella spesa corrente.

Se avete letto fin qui avete superato la parte noiosa della trattazione e dai prossimi articoli possono solo attendervi tempi migliori. Possiamo però trarre subito un paio di interessanti conclusioni. In primo luogo si intuisce che se si perde/riduce uno stipendio bisogna o trovare un’altra Entrate o ridurre le spese. Questo è quello che sta accadendo per via delle riduzione dei Trasferimenti da parte del Governo. In secondo luogo è facile intuire che le Spese correnti e le Entrate correnti dovrebbero essere al massimo uguali tra loro (meglio per una famiglia magari se si risparmiasse qualcosa). Questa logica conclusione però non è sempre stata osservata in finanza pubblica (più a livello centrale in realtà che non locale) e si è arrivati a finanziare la spesa corrente con le Entrate non correnti. Come se si vendesse un’auto per andare a far la spesa al supermercato (nella realtà non si vendeva nulla, ma semplicemente si contraeva debito pubblico ossia si ricorreva ai prestiti). Del tutto legittimo, segno però che qualcosa non va. Si segnala al lettore che ancora oggi la legge permette ai Comuni di coprire la spesa corrente con una quota non indifferente degli oneri d'urbanizzazione. Questa prassi è utilizzatissima da molti Enti (tra cui il nostro) sopratutto oggi viste le ristrettezze di bilancio. Seppur non sbagliata in sé (a patto che si finanzi alcuni tipi di spesa es. cultura o istruzione) porta dei gravi problemi a livello di equilibrio generale futuro. Infatti si rischia di “pompare” il bilancio in modo artificiale (come se si assumesse del doping). A seguito di queste maggiori Entrate straordinarie si aumenta in continuazione la spesa corrente. Nel tempo questo porta la spesa a gonfiarsi e quando le entrate spariscono si crea un “buco” notevole. Questo è avvertito molto soprattutto nella congiuntura attuale perché queste entrate derivavano dall'edilizia, un settore oggi in forte crisi. Quindi alla mancanza dei trasferimenti si somma anche questo secondo fenomeno che crea un effetto dirompente sugli equilibri di bilancio. Forse un esempio aiuterà a capire meglio: immaginate di avere uno stipendio mensile di 1000 e per una serie fortunata di motivi avete vinto ad una lotteria che vi garantisce per un anno 250 ogni mese. Un ottima cosa, con quei 250 possiamo fare molto, comprare l'auto, cambiare il frigorifero... Poniamo però che noi ci abituassimo a spendere ogni mese, per la nostra spesa corrente (supermercato, benzina, bollette, divertimenti), 1250. Del tutto legittimo, però tra un anno non avremo più i 250 e faremo dunque una notevole fatica a tornare nel nostro budget di spesa mensile di 1000, perché siamo abituati a spendere molto di più. Dovremo dunque fare delle rinunce e ripensare al nostro stile di vita. (per passare da 1250 a 1000 dovremmo ridurre la spesa del 20%) Ancora più difficile sarebbe se il nostro stipendio calasse contemporaneamente da 1000 a 900. (la riduzione in questo caso sarebbe del 28%). Se invece avessimo mantenuto un livello di spesa mensile di 1000 (o leggermente superiore) e avessimo impiegato le Entrate extra per qualche investimento, nel peggiore dei casi (fine rendita e riduzione stipendio) dovremmo ridurre la nostra spesa solo del 10%.
Mi rendo conto che l'ultima parte non è di facile intuizione, ma purtroppo nel bilancio pubblico esistono molte variabili concatenate tra loro che non esauriscono il loro effetto in un solo anno. Vi invito a riflettere su queste banali, ma non molto scontate, conclusioni. Dai prossimi articoli, per chi avrà la pazienza di leggerli, potrete trovare qualcosa di più interessante.
Per segnalazioni o chiarimenti mi scriva
Mauro Andreoli, Capogruppo e Consigliere Delegato alla Spending Review

venerdì 1 giugno 2012

Bilancio Comunale 2012 un bilancio sofferto ecco le novità

Un bilancio tra mille sofferenze, pressione fiscale in aumento, ma siamo già al lavoro per ridurla.
La Prealpina del 22 maggio 2012 Fonte
Quello che è stato approvato martedì sera in Consiglio Comunale è stato senza dubbio uno dei bilanci più sofferti e difficili mai approvati. Non mi riferisco alle solite polemiche di bassa lega oppure ad alcuni comportamenti irrispettosi di parte dell’opposizione, ma alla sostanza vera del bilancio. La realtà è che abbiamo dovuto aumentare l’imposizione fiscale pur di far quadrare i conti visti i pensanti tagli nei Trasferimenti da parte dello Stato. È stata una scelta molto sofferta e non facile da prende, ma che lavorando a lungo siamo riusciti ad inquadrare in un discreto quadro organico di bilancio. Vediamo le principali novità del Bilancio Comunale 2012:
L’IMU
Debutta la nuova Imposta Municipale Unica per la quale siamo riusciti a mantenere le aliquote base ossia il 0,4% sulla prima casa e il 0,76% sulla seconda casa (o altri immobili). Non abbiamo voluto inasprire la pressione fiscale sulla prima casa che consideriamo un bene primario e nemmeno sulla seconda visto che ciò avrebbe gravato anche sulle imprese (per gli immobili) e sugli esercizi commerciali (i negozi). Le case sono il frutto di risparmi e sacrifici (anche dei genitori) e non ci è sembrato opportuno (e non praticabile, poi spiegherò perché) aumentare l’imposizione su questi beni. (vedi articolo calcolo IMU permaggiori info)
L’addizionale Irpef
è la pecora nera di questo bilancio. Le aliquote di riferimento sono rimaste in dubbio fino all’ultimo a causa di errori interpretativi fatti dagli uffici e successive circolari di aggiornamento. Alla fine si è scelto, come io stesso avevo consigliato, di applicare una progressività a scaglioni. Ecco le fasce di reddito complessivo con le relative aliquote:
  1. da 0 a 15.000,00 Euro –> 0,50%
  2. da 15.000,01 a 28.000,00 Euro –> 0,60%
  3. da 28.000,01 a 55.000,00 Euro –> 0,70%
  4. da 55.000,01 a 75.000,00 Euro –> 0,75%
  5. oltre 75.000,00 Euro –> 0,80%

abbiamo poi previsto un esenzione per i redditi complessivi fino a 10 mila €
La progressione a scaglioni funziona ripartendo il reddito complessivo appunto in scaglioni ai quali corrisponde un aliquota, solo sull’eventuale reddito eccedente si paga l’aliquota maggiore. Facciamo un esempio per capirci:
una persona ha un reddito complessivo di 30 mila € pagherà nel seguente modo:
sui primi 15 mila € (1° scaglione) lo 0,50% ossia 75 € (15.000*0,005)
sui successivi 13 mila (2° scaglione da 15 a 28) lo 0,60% ossia 78 € (13.000*0,006)
sui successivi 2 mila (3° scaglione da 28 a 30 mila) lo 0,70% ossia 14 € (2.000*0,007)
Quindi in totale chi ha un reddito complessivo imponibile di 30.000 € pagherà al Comune 167 € all’anno.
Si tratta di una soluzione equa, perché non crea squilibri all’aumentare del reddito e permette una modulazione dell’imposta. Infatti chi ha un reddito più alto sarà chiamato a pagare di più, prima ciò non avveniva con l’aliquota secca del 0,3% per tutti per ogni livello di reddito.

Il Fondo Famiglia
È un'innovazione assoluta in campo di finanza locale. Vista la situazione di grave crisi abbiamo deciso di istituire un Fondo Famiglia. Esso servirà ad un duplice scopo: aiutare le famiglie in difficoltà e a perequare (rendere più equo) il maggior carico fiscale derivante dall’Addizionale Irpef tenendo conto anche del carico familiare (n. di figli). Un chiaro indirizzo da noi dato è che questo Fondo servirà ad aiutare le famiglie e non i soliti professionisti dell’assistenza sociale. Il Fondo avrà una dotazione iniziale di 20 mila €, ma speriamo di poterlo aumentare in parte con le risorse liberate dalla Spending Review oppure da eventuali maggiore entrate rispetto alle stime iniziali. Riconosciamo l'importanza della famiglia e il suo momento di difficoltà per cui ogni maggiore risorse sarà subito restituita alle famiglie stesse.
La Spending Review
Altra novità politico-economica. Si tratta del paziente lavoro di analisi di tutte le voci di spesa del nostro Comune, per evitare inefficienze, eliminare sprechi, elaborare risparmi e ottenere così risorse da destinare in via primaria alla riduzione delle imposte o in via secondaria al finanziamento del Fondo Famiglia. Vogliamo revisionare la macchina amministrativa così da dover chiedere ai cittadini di pagare solo il giusto. Avrò io l’onere e l’onore di svolgere questo incarico in virtù soprattutto della mia competenza politica e tecnica in materia economico-aziendale e di finanza locale. Vi prego fin d’ora di farmi avere le vostre indicazioni e segnalazioni su disservizi o sprechi a Lonate Pozzolo (clicca qui)
Per approfondire il tema va all’articolo specifico. (clicca qui)
La Prealpina del 31 maggio 2012 Fonte
La “proposta” dell’opposizione
Durante la serata è emersa una sorta di “proposta” da parte dell’opposizione. Per lo più si trattava di proclami a metà tra il populista e il demagogico, non supportate da dati e farciti con frase ad alto effetto mediatico (macelleria sociale subito ripresa dai giornali vedi sopra) che possiamo riassumere così: “Noi avremmo aumentato l’IMU e solo dopo l’addizionale”. Benissimo. Peccato che questa proposta sia quasi inattuabile, spiego il perché: l’IMU è stata studiata a tavolino per essere un imposta neutra sulla finanza locale. Il calcolo è un po’ complesso comunque il Governo ha previsto che al crescere del gettito dell’IMU si riducano quasi proporzionalmente i trasferimenti. Aumentando quindi l’IMU avremmo raccolto più soldi da una parte, ma ne avremo avuti meno dall’altra.
Quindi alla fine avremmo alzato l’IMU e con tutta probabilità anche l’addizionale Irpef.
Conclusione
Sono cosciente che il carico fiscale sopportato oggi dai nostri cittadini sia gravoso, ma sono (e siamo) già al lavoro per ridurlo e per aiutare fattivamente le famiglie in questo momento di difficoltà. Le novità di questo bilancio sono molte e non tutte, purtroppo, positive, ma già dall'anno prossimo speriamo di operare dei correttivi importanti. Vogliamo rilanciare con i nuovi strumenti l'azione amministrativa per tornare ad essere realmente al fianco della nostra gente.
Mauro Andreoli, Capogruppo e Consigliere Delegato alla Spending Review