"Tuttavia non credo che questo orribile silenzio della nostra epoca durerà a lungo, sebbene ritenga che al momento aumenterà. Che farsa la moderna larghezza di vedute! Nella moderna civiltà, libertà di parola significa in pratica che si può parlare solo di cose senza importanza. Non dobbiamo parlare di religione, perché è illiberale; non dobbiamo parlare di pane e formaggio, perché vuol dire parlare di negozi; non dobbiamo parlare della morte, perché è deprimente; non dobbiamo parlare della nascita, perché è indelicato. Non può durare. Qualcosa sopravvenga a infrangere questa strana indifferenza, questo strano egoismo sognante, questa strana solitudine di una folla di milioni di persone. Qualcosa deve interrompere tutto ciò. Perché non voi ed io?" Il Napoleone di Notting Hill di G.K.Chesterton

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lunedì 26 marzo 2018

Per un'Europa dei Popoli

Un invito importante lanciato ai giovani al termine della Traditio Symboli: "vogliamo costruire non l’Europa delle leggi complicate, dei mercanti o delle banche, ma quella dei popoli perché sappiamo che la culla di questo Continente è la fede nel Signore"


«Prendete il cellulare, pensate a un amico che abita in Europa, italiano o di altri Paesi, e scrivete un messaggio spiegando che il Vescovo ha detto che la vostra amicizia costruirà l’Europa. Mentre i nostri nonni si sono fatti la guerra, i bisnonni arricchiti saccheggiando i Paesi di tutto il pianeta, noi vogliamo costruire non l’Europa delle leggi complicate, dei mercanti o delle banche, ma quella dei popoli perché sappiamo che la culla di questo Continente è la fede nel Signore. È il Cristianesimo che lo rende accogliente e dà futuro. Guardate avanti, siete i protagonisti di una nuova civiltà. Sogno un’Europa fatta di una rete di amicizia, di ragazzi che si incontrano, di persone che vivono insieme il loro tempo per la solidarietà e la speranza, per edificare un benessere condiviso. Così i cristiani europei saranno un messaggio per tutti i cittadini. L’Europa non è un luogo di vecchi egoisti preoccupati solo di difendere i loro privilegi»

Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano al termine della veglia in Traditio Symboli

giovedì 6 aprile 2017

Papa Francesco a Milano

Alcuni passaggi dell'omelia di Papa Francesco durante la Messa celebrata al Parco di Monza in occasione dalla sua visita a Milano del 25 marzo 2017.

Un momento davvero bello ed indimenticabile, il Papa parla direttamente al cuore dei lombardi per riaffermare la centralità di Cristo: unica fonte di speranza e gioia vera, unica certezza per rimettersi in cammino. 

Dio stesso è Colui che prende l’iniziativa e sceglie di inserirsi, come ha fatto con Maria, nelle nostre case, nelle nostre lotte quotidiane, colme di ansie e insieme di desideri. Ed è proprio all’interno delle nostre città, delle nostre scuole e università, delle piazze e degli ospedali che si compie l’annuncio più bello che possiamo ascoltare: «Rallegrati, il Signore è con te!». Una gioia che genera vita, che genera speranza, che si fa carne nel modo in cui guardiamo al domani, nell’atteggiamento con cui guardiamo gli altri. Una gioia che diventa solidarietà, ospitalità, misericordia verso tutti.
E paradossalmente quando tutto si accelera per costruire – in teoria – una società migliore, alla fine non si ha tempo per niente e per nessuno. Perdiamo il tempo per la famiglia, il tempo per la comunità, perdiamo il tempo per l’amicizia, per la solidarietà e per la memoria.

Ci farà bene domandarci: come è possibile vivere la gioia del Vangelo oggi all’interno delle nostre città? E’ possibile la speranza cristiana in questa situazione, qui e ora?
Tutto ciò che accade esige da noi che guardiamo al presente con audacia, con l’audacia di chi sa che la gioia della salvezza prende forma nella vita quotidiana della casa di una giovane di Nazareth.
e continuano ad essere possibili la gioia e la speranza cristiana non possiamo, non vogliamo rimanere davanti a tante situazioni dolorose come meri spettatori che guardano il cielo aspettando che “smetta di piovere”. Tutto ciò che accade esige da noi che guardiamo al presente con audacia, con l’audacia di chi sa che la gioia della salvezza prende forma nella vita quotidiana della casa di una giovane di Nazareth.

Quando crediamo che tutto dipenda esclusivamente da noi rimaniamo prigionieri delle nostre capacità, delle nostre forze, dei nostri miopi orizzonti. Quando invece ci disponiamo a lasciarci aiutare, a lasciarci consigliare, quando ci apriamo alla grazia, sembra che l’impossibile incominci a diventare realtà.

Dio continua a percorrere i nostri quartieri e le nostre strade, si spinge in ogni luogo in cerca di cuori capaci di ascoltare il suo invito e di farlo diventare carne qui ed ora.
Papa Francesco 

Dove è Pietro, là dunque è la Chiesa. Dove è la Chiesa, là non c’è la morte, ma la vita eterna (S. Ambrogio)

Chiediamo alla Madonnina che, come diceva un po’ esagerando il Manzoni, sotto questo cielo di Lombardia “che è bello quando è bello” si vede da ogni punto della Diocesi, chiediamo a Lei di stendere sempre un lembo del suo manto a protezione del Successore di Pietro
Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

sabato 26 marzo 2016

La Gioia profonda di Pasqua

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
Altare della deposizione - Parrocchia di S.Antonino Martire
Pasqua è la grande festa della speranza e della gioia. Non una speranza vana e indefinita, un buon sentimento, ma una speranza concreta che ha un nome: Gesù Cristo!!! Il cuore dell'uomo è per sua stessa natura inquieto in questo mare che è il mondo, perché ha dentro una grande "nostalgia" di un amore e una bellezza infiniti. 
La risposta alle domande di questo nostro cuore sono tutte in Cristo. La Pasqua è il culmine del suo amore per noi. Dopo la sofferenza "feconda e necessaria" del calvario, dove siamo stati amati sino alla fine, arriva la "sorpresa" della resurrezione. Anche la morte non è stata sconfitta, di chi avremo dunque paura? Gridiamo al mondo questa nostra gioia: "Cristo è risorto, Alleluia!!!"

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna.
San Giovanni Paolo II

sabato 14 novembre 2015

Appuntamenti di ligalità: incontro con Nando Dalla Chiesa

All'interno degli appuntamenti del progetto legalità spicca sicuramente l'incontro di giovedì 19/11 con Nando Dalla Chiesa (docente universitario e figlio del Generale Dalla Chiesa). Alle ore 20.45 presso l'area feste Cerello. Vi aspetto numerosi.

sabato 4 aprile 2015

Santa Pasqua 2015

Se anche la morte è stata vinta, di cosa possiamo mai avere paura?

La grande gioia della Pasqua sta in un evento che ha dell'incredibile e che segna il più grande stravolgimento che la storia abbia mai vissuto. Dio è venuto a condividere la nostra condizione umana fino al terribile supplizio della croce, sopportando ogni sorta di dolore ed ignominia, al solo fine di salvarci. Il fatto cristiano inizia propria con questa certezza: un Uomo morto che eppure viveva e la morte finalmente sconfitta. Se dunque anche la morte è stata sconfitta, di cosa potremmo mai avere paura? Il Cristo risorto vinca dunque la nostra inquietudine, le nostre paure, le nostre ansie e apra il nostro cuore al suo amore salvifico.
Mauro Andreoli

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!


Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!

Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna.

(San Giovanni Paolo II)

Cristo è risorto, Alleluia!!!

Tanti auguri di una serena, felice e Santa Pasqua




giovedì 1 gennaio 2015

Lettere aperta di Capodanno (Serve un grande rinnovamento: civile, politico e umano)

Una lettera che mira a essere autentica e quindi, probabilmente, politicamente scorretta. Si tratta di un appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, ritroviamo il coraggio di edificare insieme il nostro futuro.
Un nuovo anno è alle porte ed è ricco di aspettative, propositi e speranze. La situazione a livello economico, sociale e politico non è certo delle migliori e da più parti si avverte la necessità di un cambiamento. Una parola quanto mai abusata in questi anni e che ha perso molto del suo significato. Io, per natura, sono contrario al cambiamento e credo invece vi sia bisogno di un grande ritorno (un rinnovamento). Non servano “cambiamenti” che diano nuova forma alle cose, ma "riforme" che ridiano alle cose la forma che avrebbero dovuto già avere. Non serve dunque gridare vendetta verso la classe politica, occorre ricreare una vera classe politica. Non occorre voler eliminare le ingiustizie, ma avere un sano desiderio di giustizia. 
Purtroppo la nostra condizione moderna non è delle migliori per questo grande ritorno. Le ideologie mortifere del secolo scorso (nazismo, fascismo, comunismo…), le vuote mode, lo sterile progresso senza meta e il benessere facile da conseguire a ogni costo hanno reciso le nostre radici. Tutto ciò che aveva promesso di liberarci e di renderci felici, in definitiva, ci ha reso solamente orfani. 

In questa grande desolazione cosa possiamo fare? Aggirarci sconsolati tra le macerie rimuginando su un passato che comunque non tornerà? Urlare la nostra disperazione, invocando la vendetta a gran voce? Sì, certamente potremmo fare tutto questo, ma a cosa servirebbe? Probabilmente a nulla. È ora di rimboccarsi le maniche e iniziare a ricostruire, con pazienza e tenacia (pietra, su pietra). Il lavoro sarà lungo e duro, ma non è impossibile. Da dove partire però?


  • Ricostruire una Base Comune, per edificare infatti servono solide fondamenta. Personalmente pongo alla base di ogni buona opera la fede Cattolica in Cristo nostro Signore. La fede non divide, ma se mai unisce anche persone con credi diversi. Il laicismo imperante è solamente l’ultima di tante ideologie contrarie all’uomo. Infatti solamente dopo aver creato un giorno per Dio (la domenica) gli uomini si sono accorti di aver creato un giorno di riposo per loro stessi. Eliminare Dio dalla prospettiva dell’uomo non crea una civiltà più moderna o libera, ma semplicemente più disumana. I cattolici devono però vincere una certa timidezza e pavidità che li affliggono. Siamo il sale della terra e come tale dovremmo comportarci, avendo innanzitutto la forza della fedeltà all’ortodossia e il coraggio della testimonianza pubblica della nostra fede. I cattolici tornito a unirsi attorno alla croce, non solo per difendersi, ma per essere propositivi verso la realtà esterna, senza perdersi nel buonismo o nel semplice attivismo fine a se stesso. Abbiamo un grande tesoro che non possiamo tenere per noi stessi, dobbiamo spargere in tutto il mondo il seme buono dell’annuncio del Vangelo e con esso quello del Magistero e della tradizione. “l’ideale cristiano non è stato provato e trovato carente; è stato trovato difficile e abbandonato” GKC
  • Ricostruire una Comunità Civile, in questi anni è sparito il senso della comunità. Gli uomini non si concepiscono più come parte di una medesima realtà umana, territoriale, culturale e sociale. Dobbiamo ricostruire i legami autentici di solidarietà che ci legano gli uni agli altri. Una comunità viva e attiva che non è suddita del Governo di turno, ma agisce con fiera autonomia intervenendo con la propria energia e la propria creatività ovunque sia possibile. Permettendo allo Stato d'intervenire solamente dove essa non riesca ad arrivare. Per troppo tempo abbiamo demandato allo Stato ogni cosa e abbiamo atteso come sudditi pazienti che esso ci concedesse la sua benevolenza. Vi sono molte realtà ed energie buone nella nostra società civile, esse devono fare rete, per tornare protagonisti e non solo semplici spettatori. "Non chiedetevi cosa il vostro paese può fare per voi, chiediti cosa voi potete fare per il vostro paese” (JF Kennedy)
  • Ricostruire la Politica, occorre che questo grande rinnovamento civile sia guidato e coordinato da una nuova classe politica,in grado di assolvere degnamente questo compito. Le varie forze civili sono portatrici d’importanti istanze per la parte del bene comune che le riguarda (chi per la cultura, chi per il sociale, chi per la scuola ecc…). Alla politica spetta il compito di armonizzare queste forze, perché tutte insieme concorrano alla formazione di un bene complessivo che non è la semplice somma del soddisfacimento dei singoli interessi di parte. Da qui vi dev’essere poi la capacità politica di indirizzare e guidare queste forze in una medesima direzione, avendo però una chiara visione della una meta da raggiungere… da ultimo la politica è senza dubbio l’arte del compromesso nobile tra le idee e la realtà. Bisogna abbandonare la politica salottiera e portata avanti con soli slogan, in favore di una politica più umile e tenace che prende il cuore e si sporca le mani con le miserie dell’uomo. In questo processo la società civile non deve farsi governare dalla politica, né la società civile dev’essere manipolata in ottica politica/elettorale. La società civile deve potersi confrontare direttamente con le istituzioni e la politica, ma non cedere alla tentazione di diventare essa stessa politica. Per la politica esistono i partiti (ossia associazioni di persone che condividendo un’ideale e una medesima visione della realtà), essi vanno sicuramente rifondati, ma non si creda di poterli abolire o sostituire. Personalmente credo dovrebbero essere più leggeri, capaci di preparare la classe politica futura e seguire il momento elettorale, senza divenire per questo comitati d’affari.
  • Ricostruire la persona umana, riportandola in vita. La persona umana dev’essere il centro di ogni politica o agire civile che voglia dirsi sano. Gli uomini e le donne di oggi sembrano essere affetti da un male, quasi comatoso, che li rende cinici e insensibili. Coraggio, giustizia, pietà, speranza, passione, amore, cuore, ideali… sembrano parole scomparse dal nostro modo di pensare. Sentimenti stupidi e romantici di un’epoca andata, retaggi di secoli bui che l’umanità si è finalmente scrollata di dosso. I tempi sono sicuramente cambiati, ma non è cambiato l’uomo, che ogni sera si trova solo con il suo piccolo cuore perennemente in cerca e desideroso di ogni cosa. Credo bisognerebbe dare ascolto a questa grande desiderio, non possiamo infatti essere perfetti, impegniamoci però per essere integralmente umani. Capaci di grandi sentimenti e pronti all’avventura rappresentata dalla vita.“i nostri avi erano forse terribilmente rumorosi, ma non erano come noi: terribilmente fermi.” GCK
Per chi ha avuto l’ardire di leggere quanto ho scritto finora potrebbe dire (giustamente): “Ok belle parole, ma cosa c’entra tutto questo con me? Questo non mi farà sicuramente trovare un lavoro oppure risolverà i problemi del debito pubblico italiano?” la risposta è semplice: io ho preferito concentrarmi sui “fondamentali”. Ossia ciò che vi è all'origine di tutti i nostri problemi attuali. Non è mai questione di nuove soluzioni tecniche perfette, si tratta di avere uomini e donne capaci e coraggiosi al momento e al posto giusto. “Queste sono linee guida per recuperare la pasta umana di “quelli che fecero l’impresa”.Uomini per cui fu necessario che l’eroico divenisse quotidiano e il quotidiano eroico. Siamo di nuovo là, alla fine di un’epoca, quella iniziata da San Benedetto da Norcia.” A noi il compito di costruire un nuovo umanesimo e con esso una nuova Europa partendo proprio dalla nostra comunità locale. Buon lavoro e buon anno a tutti
Mauro Andreoli

mercoledì 31 dicembre 2014

Grazie 2014

Grazie Signore per questo 2014, "la misura di ogni felicità è la riconoscenza" 


Un altro anno volge al termine e un nuovo si presenta alla porta carico di promesse, speranze e propositi. Prima di chiudere quest’anno però conviene volgere lo sguardo indietro e come suggerisce la Chiesa sciogliere una canto di ringraziamento a Dio (“il Te Deum”). Non liquidiamo l’anno vecchio con troppa fretta, tanti sono sicuramente stati i momenti belli, le gioie, ma anche i dolori. Anche per questi vale la pena ringraziare. Nella nostra inconsapevolezza forse sono stati proprio questi a costruire un bene più grande. 

Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno

martedì 9 settembre 2014

Cristiani perseguitati in Iraq, non possiamo far finta di niente

I lavori del Consiglio Comunale di lunedì sera sono stati preceduti da un momento di riflessione e silenzio perché  di fronte a certe tragedie (il genocidio dei cristiani e  di altre minoranze religiose in Iraq) non possiamo far finta di niente.

Lunedì sera ho proposto al Consiglio Comunale un momento di riflessione prima di iniziare i lavori. Nonostante arrivassimo da un periodo di riposo estivo erano infatti molte le notizie che non potevano lasciarci sereni.
Innanzitutto la persecuzione dei cristiani e di altre minoranze religiose in Iraq ad opera dell’ISI. Oltre al tremendo genocidio in atto vi è anche la sofferenza di tutti coloro che hanno dovuto abbandonare la propria casa e la propria terra per sfuggire alla persecuzione.
Questa notizia, già di per sé gravissima, si somma ai numerosi venti di guerra che agitano il mondo. Quali le tensione in Medio Oriente (Siria e Israele) e in Europa (Ucraina). Per non contare tutti gli altri conflitti disseminati per il mondo con le loro vittime.
Sul tema della libertà religiosa il nostro Consiglio si era già espresso nel 2011 approvando un mio documento (un Ordine del Giorno) in cui si chiedeva all’Unione Europea di mobilitarsi contro la persecuzione dei cristiani in varie parti del mondo e per favorire la libertà religiosa. Il testo era poi stato consegnato da me personalmente nella mani dell’On. Mario Mauro allora Capogruppo del PPE al Parlamento Europeo.
Sono consapevole che il nostro Consiglio Comunale non ha grande rilevanza in queste vicende (purtroppo), ma non credo sia moralmente lecito ignorare tutto questo. O peggio ancora fare finta di niente, pensando che tutto questo non ci riguardi. Non possiamo voltare la faccia da un’altra parte, sperando che tutto si risolva da solo.
Nella speranza della pace e in memoria di tutte le vittime di queste guerre il Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo ha osservato un minuto di silenzio.
Mauro Andreoli,
Presidente del Consiglio Comunale

sabato 30 agosto 2014

Perché non possiamo essere felici?

Lonate tra i Borghi più felici d'Italia, una notizia che dovrebbe rendere tutti orgogliosi e dimostra che Lonate non è poi così brutta come alcuni la descrivono
La Prealpina del 24 agosto 2014

La notizia, apparsa sul Sole 24 Ore, è di pochi giorni fa: Lonate Pozzolo è tra i Borghi più felici d’Italia, il primo in Provincia di Varese.
Questa felice novella, che dovrebbe rendere giustamente orgogliosi tutti i Lonatesi, ha però destato grande stupore. Stupore dovuto non tanto alla gioia per il risultato conseguito, ma dovuto sopratutto alla strana rapidità con cui molti commentatori si sono prodigati con grande impegno per smentire tale notizia. Un atteggiamento abbastanza singolare, come quello di chi vince al SuperEnalotto e poi vada in ricevitoria per dimostrare il contrario oppure rinunciare alla vincita.
Chi scrive non vuole rinverdire queste singolari polemiche, né sente di aver le competenze per smentire la classifica data dall'autorevole quotidiano (il Sole 24 ore), anche se vorrebbe chiedere "cos'è la felicità?'" ma il discorso si farebbe troppo complesso e "filosofico".
Ancora chi scrive è consapevole di non vivere nel paradiso terrestre in cui tutto "va bene" e nulla c'è di sbagliato. Certamente nella nostra amata Lonate alcune cose non vanno e bisogna lavorare per migliorale, ma strillare al "tutto fa schifo" è esercizio troppo facile, ingeneroso ed anche un pò autolesionistico.  è ingeneroso innanzitutto verso tutte quelle persone che lavorano, magari nel silenzio, per rendere la nostra comunità "felice" (penso nella Scuola, nelle Associazioni di tutti i tipi, negli oratori ecc..). In secondo luogo è ingeneroso verso tutti i lonatesi che non si capisce perché non possano vivere in un paese felice?
Ovviamente è vero "l'erba del vicino è sempre più verde" con tutte le conseguenze del caso, ma questo risultato propone una realtà inaspettata: Lonate non è un paese così orribile come troppo spesso alcuni lo descrivono. Credo questo già basti per essere felici. 
Mauro Andreoli

martedì 25 febbraio 2014

Battaglia di Civiltà sul nuovo Statuto Comunale

Difesa della famiglia naturale e della vita umana. principi inseriti nel nuovo Statuto e condivisi in consiglio ad ampia maggioranza. Aspramente contestati però dai Democratici che mostrano cos'è la vera intolleranza.


Il Consiglio Comunale di ieri sera è stato chiamato ad approvare il nuovo Statuto Comunale. Il precedente necessitava infatti di essere "aggiornato" con le nuove evoluzioni normative. Questo aggiornamento, invocato anche dal Prefetto, è stata l'occasione per l'introduzione di nuovi strumenti (es. il referendum popolare consultivo) e per un'importante confronto su alcuni principi fondamentali.
L'opposizione democratica ha infatti aspramente contestato due punti dell'art. 2 (finalità dell'Ente) scatenando una battaglia culturale e di civiltà. Ecco le due frasi incriminate:
L'azione istituzionale del Comune di Lonate  Pozzolo è finalizzata al raggiungimento dei seguenti obbiettivi di giustizia sociale e progresso economico:
  • [...]
  • la difesa e la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale nell'arco della sua esistenza
  • il riconoscimento della famiglia naturale come ambito primario di formazione della persona
  • [...]
Perché abbiamo inserito queste frasi?
Lo Statuto comunale rappresenta la carta fondamentale per l'Amministrazione Comunale, ma soprattutto per l'intera comunità locale. Accanto alle norme tecniche di organizzazione e funzionamento della macchina amministrativa riteniamo debba trovare posto anche un forte slancio ideale, in grado di proiettare la nostra collettività verso il futuro. Riteniamo infatti che avere delle solide basi su cui poggiare sia una premessa fondamentale per un ordinato sviluppo sociale, economico e politico. Una perfetta macchina senza un solido motore ci pare infatti abbastanza inutile.
Tutela della vita dal concepimento alla morte naturale
Innanzitutto credo bisognerebbe  guardare con grande rispetto ed umiltà alla vita umana, un'esperienza straordinaria, unica ed irripetibile, che rappresenta una grande ricchezza per ogni civiltà. Crediamo lo Stato (e così l'Ente locale) debba sempre tutelare la vita umana, in ogni sua fase, specialmente quando essa è più fragile. Dal concepimento alla morte naturale abbraccia l'interezza di questa esperienza, specie i momenti più delicati: l'inizio e la fine. Difendere la vita in ogni suo momento della prepotenza di chi si arroga il diritto di decidere se una vita vale o meno la pena di essere vissuta ci pare un grande segnale di civiltà. Siamo consapevoli che esiste la legge sull'aborto e si parli sempre più spesso di eutanasia. Il nostro auspicio è che si possano ridurre sempre più le cause materiali che portano le donne alla dolorosa scelta di abortire. Pur rispettando questa difficile scelta, crediamo infatti che anche il nascituro, quale persona umana, debba essere difeso, anche se non ha ancora una voce da far sentire. Il finire della vita è poi il culmine dell'esistenza, ma anche un momento di fragilità estrema. Una società che si affretti a liberarsi di chi soffre o di chi è "di peso" ci appare come profondamente egoista e non certamente umana.  
La famiglia naturale quale ambito di formazione primaria della persona
Lo scopo di questa frase è duplice. Da una parte si riconosce il ruolo fondamentale della famiglia naturale ossia quella monogamica formata da un uomo e una donna. Dall'altra il diritto del bimbo a poter vivere in un ambiente sano e stabile dove, grazie alla presenza di due differenti sessi tra loro complementari, possa essere cresciuto e maturare in modo equilibrato e corretto. La famiglia, quale piccola società, rappresenta infatti il primo incontro con il mondo per il nuovo essere umano.  La famiglia poi non è creata dallo Stato perché è ad esso anteriore. Lo Stato non può fare altro dunque che riconoscerne e tutelarne l'importanza. La famiglia naturale essendo l'unica naturalmente aperta alla procreazione  rappresenta la cellula fondamentale per ogni società e proprio per questa sua funziona primaria merita una tutela ed un riconoscimento particolare da parte dello Stato. Non riteniamo infatti che altre forme di unione (specie tra persone dello stesso sesso) possano essere paragonate alla famiglia o possano sostituirsi ad essa nell'educazione dei figli.
Integralismo o massima apertura?
Preciso inoltre che la nostra maggioranza non è formata da fondamentalisti cattolici, ma da diverse anime culturalmente differenti. Queste frasi non sono dunque frutto di una rivendicazione confessionale o ideologica, ma sono principi comuni a tutta l'umanità, rintracciabili peraltro dalla retta ragione. Il nostro scopo è quello di tutelare i più deboli ed indifesi (bambini, ammalati ed anziani) dall'egoismo e dalla prepotenza dei più forti ed arroganti.
La contestazione dei democratici
Queste nostre intenzioni sono state fortemente ed ampiamente contestate dai consiglieri democratici, in particolare Rosa e Buonanno. Essi ci hanno accusato di rivendicazioni ideologiche, di integralismo e fondamentalismo religioso, insultato e provocato. Accusandoci di voler rovinare il nostro paese sporcando con queste nostre frasi lo Statuto, di essere degli oscurantisti, dei retrogradi ignoranti, di voler tornare a "bruciare le streghe". Siamo stati accusati di voler escludere e non includere (cosa vorrà dire ciò? boh), creare conflitti e discriminazioni. Di essere insomma animati da una mancanza di rispetto e dall'intolleranza verso le idee degli altri.
A prova di questo segnalo che durante il serrato dibattito consiliare più volte i relatori della maggioranza sono stati interrotti e derisi per le loro posizioni dai consiglieri democratici. Un chiaro segno del rispetto che queste persone hanno degli altri e delle loro idee, nonostante le belle parole e le dichiarazioni di principio.
Com'è andata a finire?
Alla fine dopo la proposta di alcuni emendamenti modificativi  che sono stati respinti , questi punti sono stati approvati da PDL, UDC e Lega Nord (facente parte dell'opposizione) ad ampia maggioranza. L'approvazione è proseguita poi serena con lo strano mutismo dei democratici. La nostra soddisfazione non è certo quella di aver messo una bandierina di conquista sullo Statuto Comunale, ma di aver contribuito ad affermare che i membri più deboli della nostra società devono essere difesi dall'arroganza, dall'egoismo e della prepotenza di pochi che si reputano "illuminati" e superiori agli altri, credendo di poter disporre di tutto e tutti secondo il loro capriccio.
Mauro Andreoli, Capogruppo PDL ed UDC

sabato 1 febbraio 2014

PraticaMente Giovani (intervento sulla Politica)

Eccovi un sunto del mio intervento sull'impegno dei giovani in politica all'incontro di PraticaMente Giovani, conferenza promossa dal Gruppo Culturale dell'oratorio di Lonate Pozzolo.

La politica nasce dalla scoperta che gli uomini hanno un cuore che per sua stessa natura vive in relazione con gli altri. Il crearsi di un complesso intreccio di legami (economici, sociali, legali...) tra gli individui richiede che qualcuno vi presieda. Ancora di più vi è bisogno che qualcuno curi gli interessi dell'intero gruppo e non solo del singolo (magari il più forte).  Da tutto questo nasce la politica, essa  è l'attività che si occupa (organizzando e dirigendo) delle cose comuni e più in generale del bene di tutti. La politica ha però due limiti che vanno sempre tenuti bene a mente. In primo luogo essa ha bisogno di legittimazione (sono i cittadini a legittimare lo Stato e non viceversa). In secondo luogo la politica non è in grado di salvare il mondo  o l'uomo (perché semplicemente è fatta da uomini fallibili come tutti noi)
L'impegno politico può nascere per molte ragioni: desiderio di notorietà, prestigio, interessi personali, voglia di arricchirsi, odio verso gli altri, voglia di domino oppure può nasce per  amore. Non inteso come qualcosa di meramente sentimentale, ma un amore eroico che porta a spendere quotidianamente la propria vita in un umile, e a volte faticoso, servizio agli altri.
Indubbiamente oggi la politica è in crisi e sta rivelando tutte le sue degenerazioni (affarismo, corruzione, intrighi...). Queste storture però, in misura minore o maggiore, sono sempre esistite, cosa dunque è cambiato? Forse ad essere andato in crisi è proprio l'uomo (il soggetto e l'attore della politica) non più capace di un amore intenso, non più capace riconoscersi simile agli altri e unito ad essi un indossabile legame di solidarietà, un uomo senza più basi solide su cui poggiare. Dunque un uomo solo e smarrito che non sa più dove andare.
La situazione appare davvero buia e drammatica, cosa fare allora? è semplice bisogna iniziare a sperare, è solo in questa nera notte che ha un senso tenere alta la fiamma della speranza. Una speranza concreta fatta di uomini e donne che sappiano parlare della pienezza del loro cuore, desiderosi di spendersi per gli altri, che camminano sulla rischiosa strada della vita assetati di verità.
Mauro Andreoli

mercoledì 4 dicembre 2013

PraticaMente Giovani

Giovedì 5 dicembre ore 21 presso l'Oratorio maschile di Lonate Pozzolo PraticaMente Giovani. Se ti senti giovane, non mancare!
Sono lieto di invitarvi a Praticamente Giovani: incontro e confronto a tutto campo su politica, volontariato e cultura. Si tratta di un occasione unica, un incontro organizzato dai giovani per i giovani al fine di parlare di idee, sogni e progetti per il nostro futuro in modo (perché no?) simpatico e divertente. Si tratta di un evento importante proprio nella festa patronale di S.Ambrogio. Il gruppo culturale dell’oratorio ha voluto puntare su questa idea per rinnovare la classica assemblea civica. Io sarò  presente come relatore sulla parte politica. Se ti senti giovane, non mancare
Giovedì 5 dicembre ore 21 presso la Sala della Comunità Padre Luigi Rosa – Oratorio Maschile di Lonate Pozzolo (Via Giovanni XXIII, 59)