"Tuttavia non credo che questo orribile silenzio della nostra epoca durerà a lungo, sebbene ritenga che al momento aumenterà. Che farsa la moderna larghezza di vedute! Nella moderna civiltà, libertà di parola significa in pratica che si può parlare solo di cose senza importanza. Non dobbiamo parlare di religione, perché è illiberale; non dobbiamo parlare di pane e formaggio, perché vuol dire parlare di negozi; non dobbiamo parlare della morte, perché è deprimente; non dobbiamo parlare della nascita, perché è indelicato. Non può durare. Qualcosa sopravvenga a infrangere questa strana indifferenza, questo strano egoismo sognante, questa strana solitudine di una folla di milioni di persone. Qualcosa deve interrompere tutto ciò. Perché non voi ed io?" Il Napoleone di Notting Hill di G.K.Chesterton

domenica 19 settembre 2010

Le Premesse Matematiche e Manageriali alla Crisi

Per concludere questo ciclo sulle premesse all'attuale Crisi vediamo le cause più tecniche.

da destra: Robert Merton (Nobel 1997),Michael Spence (Nobel 2001) e Eric Maskin (Nobel 2007)

Vi sono ancora due tipi di premesse da fare prima di trattar degli avvenimenti della crisi. Si tratta delle premesse Matematiche (scientifiche) e Manageriali. Le tratto qui insieme in quanto legate a doppio filo una all'altra.
Premesse Matematiche
Vi dice qualcosa il nome Robert Merton? Credo proprio di no, eppure il Professor Merton e le sue teorie hanno giocato un ruolo fondamentale nel preparare questa crisi. Andiamo però con ordine. Robert Merton è professore ad Harvard, studioso nel campo della finanza ha sviluppato la matematica delle opzioni e nel 1997 è stato insignito del premio Nobel per l'economia. La scoperta dell'algoritmo di Merton fu considerata “la chiave per governare i cicli economici futuri”. Da qui l'assunzione nelle più importanti banche, negli Advisor e nelle compagnie di assicurazioni dei migliori matematici per ricercare nuovi algoritmi, figli della teoria di Merton. Il mondo della finanza venne invaso dall'idea che tutto potesse essere calcolato, il rischio azzerato e l'incertezza eliminata in modo avviare finalmente un eterna crescita economica, svincolata dai cicli economici. Di fatto tutti i banchieri e i finanziari si fecero irretire da questa grandiosa promessa di utili sempre maggiori senza rischi. Questo mise in atto una pericolosissima spirale di convinzioni e pratiche che hanno contribuito a scatenare l'attuale crisi.
Prima di passare oltre una piccola precisazione, le intenzioni di Merton erano sicuramente buone quando elaborò le sue teorie, fu chi dopo le prese come una verità assoluta che sbaglio fortemente.

Premesse Manageriali
Riccardo Ruggeri importante manager internazionale ha osservato come nei fatti la carriera del top management si sia standardizzata in sei mosse: “1. Laurea a pieni voti 2. Master in una prestigiosa università (meglio se anglosassone) 3. perfetto mid-atlantic english 4. consulente junior in McKinsey oppure in Goldman Sachs 5. Assistente dell'Amministratore Delegato. 6. Amministratore Delegato.
Qualcuno si domanderà: cosa c'è di male? L'omologazione dei manager ha portato all'incapacità di cogliere i segnali di cambiamento in atto. Tutto questo dovuto ad un eccesso di fiducia nelle teorie scientifiche (di cui sopra) e alimentato da una crescita vertiginosa del tasso di avidità dei manager stessi. Mi spiego meglio: i contadini quando si alzano la mattina escono di casa, “annusano” l'aria, scrutano il cielo, valutano ai vari fattori a seconda dell'esperienza e prevedono come sarà il tempo (non ne sono certi al 100%). I manager di oggi, forti dell'idea che tutto è controllabile, accendono il computer controllano 2 dati e credono di sapere con assoluta infallibilità cosa accadrà sul mercato e nell'economia mondiale. Tutto questo è stato supportato dalla teoria e applicato su larga scala nelle formazioni universitarie. .
In definitiva una premessa importante a questa crisi è stato la presunzione, la presunzione di poter calcolare tutto (e quindi assoggettare alla propria volontà), ignorando nei fatti la realtà delle cose. Conviene meditare su questa “presunzione” perché è una tentazione comune a tutte le scienze.

lunedì 26 luglio 2010

IlPopolo.NET inizia l'avventura

Era da un po' di tempo che ci lavoravamo (io e un gruppo di amici) e alla fine ce l'abbiamo fatta, è nato IlPopolo.NET. Questo blog è la proiezione e la continuazione di un lavoro che va avanti oramai da qualche mese, quello del Movimento Culturale “Il Popolo” (sempre opera mia e di un gruppo di amici) L'invito è ovviamente quello a visitare il Blog per scoprire cosa facciamo, per poi magari unirsi a noi ;-) Ecco uno stralcio del mio saluto ai visitatori che spiega per sommi capi le nostre idee e la nostra opera:
In breve voglio spiegare le ragione di tutto questo, con la speranza di appassionare qualcuno di voi alla nostra opera. Viviamo in un momento di grande difficoltà, la crisi economica oltre alle difficoltà contingenti ha messo a nudo le fragilità e le inadeguatezze di un modello e uno stile di vita basati sul consumo. Questo modello, come un mostro ha fagocitato tutto, “consumando” anche l’uomo che si trova povero e privo di certezze, ideali e valori. Di fronte a tutta questa distruzione, noi proviamo la necessità di ricostruire. Andando alla riscoperta delle nostre radici per avere solide basi su cui ricominciare a creare. Quello che ci proponiamo di creare sono idee e cultura, un "prodotto" un po’ strano, ma del quale vi è assoluto bisogno. Per cultura non intendiamo strane alchimie o complesse chimere intellettuale, ma tutto ciò che riguarda la realtà e l’uomo, i suoi desideri, i suoi valori, la bellezza incontrata... in un clima di silenzio, vogliamo iniziare a parlare senza timore di ciò che desideriamo e abbiamo a cuore per noi, per chi verrà dopo di noi e per la nostra realtà. Da qui abbiamo iniziato a discutere e confrontarsi sulla più grande piazza virtuale esistente (facebook). Un luogo dove ognuno è libero di portare ciò che vuole, esperienze o idee, e di condividerle con gli altri. Così è nato anche questo sito per dialogare e raggiungere sempre più persone. Il nostro movimento si rifà a valori quali la Libertà, la Sussidiarietà, la Giustizia e l’Amicizia. Ci riconosciamo poi nella tradizione cattolica popolare del nostro paese, promuovendo al contempo un sano concetto di laicità. Riconosciamo infine il valore della Famiglia, della persona umana come singola o nelle formazioni sociali. Le prospettive di sviluppo per il futuro sono quelle di ampliare la nostra rete di amici. Vogliamo poi sempre di più andare alla ricerca del bello per mostrarlo a tutti, vogliamo fornire ai nostri aderenti quelle possibilità di crescita sociale e culturale che troppo spesso sfuggono per le contingenti condizioni avverse. Sappiamo che la sfida non è facile, ma le difficoltà non ci spaventano."



Il Coordinatore Mauro Andreoli

domenica 4 luglio 2010

I° Anno di Lavoro, un bilancio Umano e Politico

A un anno dall’elezione in consiglio comunale mi sembra doveroso fare un primo bilancio personale della mia attività. Per quanto riguarda l’attività amministrativa clicca qui o leggi l’articolo sotto
La Provincia del 27 giugno 2010 per leggere tutto l'articolo clicca qui

Ho partecipato a: 12 sedute (tutte) del Consiglio Comunale, esaminando e votando 96 punti all’ordine del giorno, a 2 Consigli dell’Unione tra i comuni di Lonate Pozzolo e Ferno. Ho inoltre partecipato a 6 Conferenze dei Capigruppo (senza contare quelle durante le sospensioni dei Consigli Comunali), 6 Commissioni Territorio, Lavori Pubblici e Ecologia, 5 Commissioni Bilancio e Finanza Locale, 2 Commissioni Servizi Sociali, una Commissione Cultura, 4 Consulte Sportive e 2 Commissioni Elettorali. Per un totale di 40 sedute tra consigli e commissioni. Ho presentato e sono stato relatore di due Mozioni (la prima in difesa del Crocifisso contro la sentenza di Strasburgo, la seconda in difesa della Via Gaggio e dell’abitato di Tornavento contro la 3^ pista) e ho firmato, congiuntamente al Capogruppo dei Democratici Uniti, un O.D.G. inerente il Patto di Stabilità Interno. Con una remunerazione lorda di 22 € circa per ogni seduta del Consiglio Comunale, per un totale netto di 200 € circa. A completare tutto questo stanno le varie celebrazioni ufficiali, i momenti pubblici, gli incontri con le associazioni, le persone, gli enti e le aziende oltre ai numerosi “vertici di maggioranza”. Non sono di certo mancati, durante quest’anno, momenti di tensione e questioni importanti da trattare, ma li abbiamo tutti superati. (vedi articoli solo per fare alcuni esempi)
Partiamo dalla parte numericaLe prime impressioni
Innanzitutto ho scoperto una Lonate che non mi aspettavo
. Troppo spesso il nome del nostro Comune è associato alla malavita o ad eventi negativi. Beh, Lonate non è solo questo, ma anche vi sono moltissime associazioni vive e attive degne di nota. Una ricchezza e un patrimonio straordinario, troppo spesso sottovalutato, che fa di Lonate una città bella e vitale.
Ho iniziato poi a prendere confidenza con la macchina amministrativa. E qui devo esprimere il mio rammarico per la sua eccessiva complessità e la sua “inadeguatezza”. In essa esiste una burocrazia e una lentezza che spesso rallentano o peggio ostacolano l’azione amministrativa. Non mi riferisco ai dipendenti comunali, nei quali ho incontrato persone disponibili e preparate, mi riferisco piuttosto alla complessità e alle procedure bizantine che la legge impone anche per le cose più semplici. Tutto questo ostacola la politica e non aiuta i cittadini.

Prospettive per il futuro
Il mio primo grande obbiettivo è riuscire ad avviare una politica meno palazzinara e più popolare. Cosa significa? Riaffermare innanzitutto il primato della politica sulla tecnica, renderla insomma più semplice e accessibile, per riavvicinarla alla gente. Oltre le differenze culturali e politiche ho intenzione di ascoltare, confrontarmi e dialogare con i singoli o i gruppi per costruire insieme il “bene comune”. Voglio essere di prossimità ai cittadini per capirne i bisogni e far sentire la presenza delle loro istituzioni, attraverso un volto umano. In poche parole avverto la necessità di tornare ad una politica autentica e vera, costruita tra e al servizio della nostra gente. Desidero riconciliare la politica con la vita.
È proprio con questa idea che voglio svolgere i ruoli affidatimi fino in fondo con impegno, serietà e passione.
Primo il ruolo di Capogruppo datomi dalla maggioranza. Rappresentandola degnamente attraverso la coesione delle sue anime, facendo sintesi e argomentando le nostre scelte politiche. Coordinandone poi il lavoro e tentando sempre il dialogo e la mediazione. Tutto questo dentro l’equilibrio, l’imparzialità e la responsabilità che si richiedono all’amministratore pubblico.
Secondo (ma non per importanza) il ruolo che gli elettori mi hanno affidato, ossia quello di Consigliere Comunale. Per scelta non sono stato nominato Assessore, questo mi da la grande possibilità di non dovermi focalizzare subito su un'unica area di gestione (Bilancio, Sport o Cultura) ma di poter vivere a 360° l’attività amministrativa.
Questo mi consente, al contempo, di conservare un ruolo più “politico”, posso interessarmi da vicino delle problematiche e delle istante del nostro territorio con particolare riferimento anche alla nostra frazione di S.Antonino. Per tempo e grandezza il Capoluogo di Lonate assorbe maggiormente le attenzioni di un Assessore, ma non quelle di un consigliere, il cui compito è farsi promotore diretto delle istanze del suo territorio. Da Consigliere voglio creare un rapporto organico tra il capoluogo e la frazione, essi devono dialogare tra loro con la medesima dignità. Senza trascurare però quelle dinamiche e problematiche che toccano tutto il nostro territorio. La sfida non è facile, ma con il vostro aiuto possiamo vincerla
Due Grazie e un ImpegnoPrima di chiudere vorrei ringraziare chi mi è stato accanto in quest’anno, partendo dagli amici e parenti arrivando fino a chi inconsapevole mi ha dato un consiglio importante, una pacca sulla spalla o mi ha regalato un sorriso in un momento difficile. Grazie a tutti voi
Grazie poi a tutti coloro che un anno fa mi hanno dato la loro fiducia, quando siedo in consiglio comunale so di non essere solo, ma anche di non essere lì per merito mio, ma al servizio del bene del nostro popolo.
Ed è con queste persone che prendo un impegno solenne: scrivetemi, commentate questo articolo, contattatemi, telefonatemi ad ogni ora per avere risposte, farmi rimproveri, segnalarmi necessità o altro. Fare veramente politica significa portare in alto, non la mia, ma la vostra voce. Sono a vostra disposizione!!!

domenica 27 giugno 2010

Ecomuseo di Via Gaggio

La Difesa e la Valorizzazione del proprio Territorio sono doveri inderogabili per ogni cittadino. Via Gaggio ha un grande valore per la nostra comunità, il Comitato spontaneo di Viva Via Gaggio ne è una prova, chiediamo che questo valore venga riconosciuto anche dalla Regione Lombardia tramite la concessione dell’Ecomuseo.
La mia speranza è che su una questione così importante si possa giungere all’unanimità in Consiglio Comunale, l’ho già detto durante il discorso d’insediamento dell’anno scorso: “Lonate non può cadere sotto il peso delle divisioni politiche” Quello che però mi spaventa, oltre le posizione politiche, è da la disinformazione, il disinteresse o peggio la rassegnazione di molti. È per questo che ringrazio di cuore il Comitato di Viva Via Gaggio per l’opera che sta facendo. Non basta la politica se dietro di essa non c’è una comunità viva, un popolo.
In questa battaglia durissima, fatta di interessi economici lontani, quello che ci sostiene non è una graziosa idea ecologica, ma la consapevolezza di lottare anche per le persone di Tornavento e perché questo grande patrimonio (Via Gaggio) possa arrivare intatto alle generazioni future. Solo dalla nostra unità può originarsi la speranza."
Guarda il Testo della Mozione
Immagine: articolo di Matteo Bertolli La Prealpina del 26 giugno 2010 fonte

giovedì 24 giugno 2010

Le Premesse (Politiche) alla Crisi

Le cause della Crisi non sono state tutte economiche, vi sono responsabilità precise per scelte politiche errate

Conviene a questo punto fermarsi un attimo e riflettere. Le banche non sono certo enti di beneficenza (questo l’ho già detto), ma hanno sempre avuto un’immagine istituzionale molto forte. Professionalità, segretezza, prudenza erano solo alcuni dei tratti distintivi di banchieri e bancari. Com’è accaduto che queste persone siano divenute improvvisamente talmente avide da ricercare il guadagno ad ogni costo? Sotto vi sono responsabilità politica bipartisan. L’amministrazione Clinton (1993-2001) maturò una particolare strategia immobiliare. Obbiettivo: aumentare il numero di proprietari di casa, soprattutto tra ispanici e neri. Risultato atteso: ripercussioni sociali molto favorevoli, meno crimini violenti e maggiore sicurezza sociale soprattutto tra le classi meno abbienti. Braccio destro di Clinton in questa operazione fu Roberta Achtenberg, lesbica, attivista e avvocato dei diritti civili nonché lobbysta per la comunità gay di San Francisco. Essa diventò assistant secretary dell’ufficio per la Fair Housing and Equal Opportunity del Dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano. Dal momento del suo insediamento la Sig. Achtenberg attuò una massiccia politica di controlli sulle banche. Ogni istituto che rifiutasse un mutuo ad un ispanico od un nero, magari perché semplicemente non giudicato solvibile, venne sottoposto ad un severissimo screening per verificare se si fosse trattato di discriminazione razziale (oppure legata all’orientamento sessuale). Questo meccanismo si intensificò con il tempo, appoggiata anche dal ministro della giustizia Janet Reno. I controlli si inasprirono, le banche ritenute “colpevoli” subirono pesanti sanzioni. Addirittura la limitazione nell’apertura dei propri sportelli. Alla fine gli istituti creditizi, per non incorrere in maggiori sciagure, dovettero cedere e offrire mutui e danaro a chiunque li chiedesse, anche senza garanzie.
Da qui partì la necessità delle banche di alimentare una “finanza creativa” in grado di liberarle da tutti questi mutui di dubbia solvibilità che avevano in portafoglio. Questi i motivi della deregulation e dello scambiarsi sui mercati di titoli tossici. Infine le banche videro l’alta redditività dei subprime e fu l’inizio della fine. Nel frattempo ci fu il cambio di guardia alla Casa Bianca. L’Amministrazione Bush sbagliò a non sconfessare subito questa politica. all’inizio il Presidente Bush sembrò seguire le orme del suo predecessore: “Diventare proprietari di una casa è un modo di realizzare il sogno americano: voglio estendere il sogno a tutti … Abbiamo bisogno di capitali per acquirenti a basso reddito: Fannie Mae e Freddie Mac faranno la loro parte” (18 luglio 2002). Di lì a breve Bush si corresse e cambio drasticamente rotta, ma orami era troppo tardi, il punto di non ritorno era stato superato.